In Giappone poche cose sono lasciate al caso, e certamente la cucina e la preparazione della tavola non sono tra queste! L’armonia ed il raffinato minimalismo estetico nipponico si sposano con il comfort e la funzionalità, dando vita ad una ricca articolazione di prodotti dedicati a gioire del cibo già con la vista, prima ancora di avere assaggiato un boccone.
I materiali tradizionali, di origine naturale, sono declinati tenendo conto delle caratteristiche delle pietanze: così, per gustare le zuppe, si utilizzano Shiru-wan (o Owan) in legno, leggere e funzionali, che beneficiano della natura termoisolante del legno, consentendo di maneggiare il contenitore con le mani senza subire scottature. Il legno può essere a sua volta laccato, fornendo maggiore ricchezza alla ciotola.
Il riso viene servito in una ciotola di dimensioni ridotte chiamata Chawan (o Ochawan), così da consentire ai commensali di tenerla semplicemente con una mano.
La cucina giapponese, come sa bene chiunque si sia affacciato in un ristorante nipponico, fa uso abbondante di salse e di piccole prelibatezze: ecco quindi che per servire a tavola questi elementi si utilizzano piccoli piattini, definiti Mame-zara o Kozara.
Alcune pietanze giapponesi costituiscono autentici piatti unici, e necessitano di contenitori capaci: si utilizzano allora i Donburi-bachi in ceramica, che accolgono l’immancabile riso, o i noodles (ramen, udon), insieme ai loro condimenti.
I cibi solidi, come le portate a base di pesce o i tenpura, sono serviti su contenitori piatti, spesso rettangolari, che si chiamano Yakimono-zara.
Oggi nei ristoranti giapponesi non è infrequente che appena seduti si avvicini un cameriere che offre un bicchiere d’acqua (di benvenuto), insieme ad una ciotola ed un asciugamano destinati a lavarsi le mani, ma si tratta di un uso importato dall’occidente. Tradizionalmente le bevande di accompagnamento per pasteggiare sono sempre state il tè verde, servito in una Yunomi-jawan - ovvero una piccola tazza senza manico, ed il sake, servito in tokkuri (una sorta di piccola bottiglia) e consumato in ochoko (piccole tazze) o in masu (bicchieri in legno di maggiore capacità). I masu hanno una storia affascinante, essendo all’origine praticamente un’unità di misura per la capacità, e venendo utilizzati anche per transazioni commerciali o fiscali (le tasse erano pagate in termini di masu di riso, o di altri prodotti). Oggi il masu è invece associato all’abbondanza, pertanto il suo utilizzo ha una funzione propiziatoria poiché – per definizione – augura a chi lo usa di “ottenere di più”.
Infine, immancabili, sulla tavola giapponese troviamo le Hashi (bacchette, in legno, anche elegantemente laccate), poggiate sui loro supporti (ceramica, vetro o metallo) che si chiamano Hashi-oki.
La memoria storica della produzione di stoviglie tradizionali è stata tramandata da scuole artigianali regionali che hanno gelosamente custodito procedure e segreti, con attenzione maniacale alla selezione dei materiali, ed anche una rivisitazione del design capace di rendere innovativo l’approccio (da sempre!) minimalistico alla tipica eleganza giapponese, declinata in linee semplici e pulite.
Così Yuka Noritake, apprezzato designer, ha “reinventato” la tradizionale forma del masu inclinandola e conferendo dinamicità al suo Sla-Set di tokkuri ed ochoko (un set per servire sake, quindi), che assume slancio e plasticità dinamica, e sembra emergere dal tavolo su cui è poggiato. Le linee sono state accolte con tale favore da pubblico ed esperti che il suo Sla-Set, oltre che su Wabi Takumi, è stato scelto dallo store del MoMA a New York.
L’aspetto più sorprendente dello stile delle stoviglie giapponesi è proprio la contaminazione temporale di antico e moderno, che costantemente lo anima, consentendo la coesistenza sulla medesima tavola dei preziosi urushi di Wajima-nuri (輪島塗) (qui trovi, ad esempio, le tradizionali e preziose ciotole per una coppia decorate in oro, provenienti da Ishikawa), del minimal moderno di Noritake, passando attraverso gli Yakimono-zara rivisitati con il tradizionale hanakumiko in legno di cipresso Yoshino (come questo piatto da dessert).
E’ l’essenza della Tavola Giapponese: una tradizione millenaria che scopre di essere moderna ed innovativa...
