Tra storia, tradizione e un pizzico di "Bridgerton"
La storia dell’Hinamatsuri è antichissima e le sue origini risalgono alla metà del periodo Heian, circa 1000 anni fa.
A quel tempo, le persone celebravano il primo giorno del "Serpente" di marzo come lo Joshi no Sekku (la Festa della Prima Stagione), un rito di purificazione per invocare salute e protezione. Si chiamavano gli Onmyoji (maestri divinatori) per pregare gli dei del cielo e della terra, si offrivano cibi stagionali e si affidavano le proprie sventure a delle sagome di carta chiamate Hitogata, che venivano poi lasciate scorrere lungo i fiumi fino al mare.
Parallelamente, tra le fanciulle dell'aristocrazia dell'epoca, era diffuso l'Hiina-asobi: un gioco con le bambole. "Hiina" era l'antico termine per indicare le bambole. Si giocava con figure di carta e miniature che riproducevano palazzi e oggetti di vita quotidiana, proprio come il gioco della "casetta" dei nostri giorni.
Con il passare dei secoli, questi antichi riti di purificazione e il gioco delle bambole si sono fusi insieme. Fu nel periodo Edo che la festa si trasformò nell'evento sfarzoso che conosciamo oggi, dedicato alla celebrazione della crescita delle bambine.
Le decorazioni riproducono vividamente lo splendore della corte imperiale del periodo Heian. In cima siedono l'Imperatore (Odairi-sama) e l'Imperatrice (Ohina-sama), seguiti dalle tre dame di corte, dai musicisti e da carri trainati da buoi. In passato, queste strutture erano imponenti e allestirle era un’impresa paragonabile all'addobbo di un grande albero di Natale occidentale. Tuttavia, dopo la Seconda Guerra Mondiale, per adattarsi agli spazi delle moderne case giapponesi, le decorazioni sono diventate gradualmente più minimaliste e compatte.
Una volta rimosse le decorazioni di Capodanno e superato l’inizio della primavera (Risshun) a febbraio, le madri giapponesi iniziano a esporre le bambole, augurando alle proprie figlie una crescita sana e felice.
Noi giapponesi, che viviamo in un Paese scandito da stagioni ben definite, non dimentichiamo mai l'importanza di queste tradizioni, anche nella frenesia della vita quotidiana. Le bambole vengono esposte fino al 3 marzo, per poi essere riposte via velocemente. Sebbene sembri un peccato mettere via così in fretta decorazioni tanto graziose, esiste un detto secondo cui "se si lasciano fuori le bambole troppo a lungo, la figlia faticherà a sposarsi".
Questo premuroso (e talvolta ansioso) cuore di genitore che desidera la felicità della propria figlia ha qualcosa in comune con la passione delle famiglie nell'alta società di "Bridgerton", la celebre serie di Netflix, non trovate?
